Questa Domenica la nostra comunità ha vissuto un momento speciale: la Santa Messa dedicata agli sportivi proposta dalla FOM (Fondazione Oratori Milanesi e celebrata in tutte le parrocchie, un'occasione preziosa per ritrovarci non solo come atleti, allenatori e dirigenti, ma come famiglia unita attorno agli stessi valori.
Lo sport, soprattutto quando nasce e cresce all'interno dell'oratorio, non è soltanto competizione o ricerca del risultato. È educazione, rispetto, sacrificio, spirito di squadra, capacità di rialzarsi dopo una sconfitta e di gioire insieme per una vittoria. Sono valori che trovano radici profonde nel Vangelo e che la parrocchia ci aiuta a coltivare ogni giorno.
In queste settimane, mentre il mondo guarda alle emozioni delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, siamo testimoni di quanto lo sport possa unire popoli, culture e storie diverse sotto gli stessi colori dei cinque cerchi. Anche lì vediamo atleti che incarnano impegno, disciplina e rispetto delle regole: valori universali che, vissuti alla luce della fede, acquistano un significato ancora più profondo.
Durante l'omelia, Don Max ha espresso con semplicità e forza il cuore della nostra esperienza sportiva:
"la nostra associazione sportiva è un messaggio di misericordia e unione perché accoglie tutti a prescindere dal livello".
Queste parole raccontano ciò che siamo e ciò che desideriamo continuare ad essere: un luogo dove ogni ragazzo e ogni ragazza possano sentirsi accolti, valorizzati e accompagnati nel proprio cammino di crescita. In un tempo in cui spesso prevalgono selezione e prestazione, noi scegliamo l'unione e la comunità.
Allo stesso tempo, con tono sereno e riconoscente, è giusto ricordare che se oggi possiamo allenarci, giocare e vivere lo sport sul campo dell'oratorio è grazie alla parrocchia, che mette a disposizione spazi, energie e fiducia. Nulla di tutto questo è scontato. Per questo è bello che la nostra presenza non si limiti al campo da gioco, ma si estenda anche alla vita parrocchiale: partecipare, collaborare, condividere i momenti comunitari significa restituire, in parte, ciò che riceviamo.
La Santa Messa di oggi, e la preghiera dell'Arcivescovo Mario Delpini recitata alla fine, ci hanno ricordato che sport e fede non sono realtà separate, ma possono camminare insieme.
Quando l'impegno atletico si unisce ai valori cristiani, diventa uno strumento potente di educazione e testimonianza.







